Confraternita Maria SS del Soccorso Pietraperzia lu Signuri di li fasci - Venerdì Santo Sicilia

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La Chiesa Maria SS. del Soccorso vulgo Carmine

 

Una chiesa mariana di antichissima origine nel paese di Pietraperzia è la chiesa chiamata del Carmine, nome impostole dal popolo pietrino per il fatto che in vi si celebrava, il mercoledì di ogni settimana con gran solennità, un culto speciale alla Vergine Maria del Carmelo.

La vera  denominazione   della  chiesa è però di  "Maria  Santissima del Soccorso" (o dell’Aggiunto = Aiuto). Sconosciamo l’origine di tale titolo.

Di esso si ha memoria il 28 marzo 1584, quando donna Giulia Moncada, sposa di don Pietro Barrese principe di Pietraperzia, lasciò al magnifico Girolamo Mozicato, superiore della Compagnia del Soccorso, onze 125 da impiegare in beni fruttiferi, i cui proventi dovevano servire per maritare o monacare, ogni anno un’orfana figlia di un confratello, estratta a sorte da un insieme di dodici nominativi il giorno 8 di settembre, solennità principale della compagnia.

Il titolo di Maria Santissima del Soccorso, riferito a detta chiesa, si trova già in una scrittura del notaio De Aydonio, datata 1560.

L’edificazione di tale chiesa avvenne certamente dopo il 1306, anno in cui compare per la prima volta la denominazione del Soccorso nella Città di Palermo.

Della chiesa trecentesca, essa conserva tuttora i muri perimetrali, nata come chiesa ad una navata con abside finale e portico all’ingresso, in seguito venne modificata spostando la facciata all’esterno ed adibendo il portico all’interno con le funzioni di coro.

Vi si conserva tuttora all’interno il Crocefisso. tenuto in grande venerazione dal Popolo Pietrino, chiamato     “ lu Signuri di li fasci”, dalla caratteristica peculiarità della processione: le fasce. Il Crocifisso è opera in legno di sorbo del quattordicesimo secolo della Famiglia Matinati da Messina, restaurato nell'anno 1986 dal Prof. Rosolino La Mattina. (il SS. Crocifisso è stato nuovamente restaurato nel 2013 dal Prof. Gaetano Correnti di Misilmeri e riportato all'originale. n.d.r.)

Inoltre nella chiesa si conservano due tele riproducenti la Madonna del Soccorso di autore ignoto (prima metà del 1500), ed una riproducente San Biagio con Santi carmelitani del quale tuttora è viva la devozione, una statua della Madonna del Soccorso della prima metà del 1700 di austera bellezza, una statua della Madonna del Carmelo rimaneggiata nel corso dei secoli. Oltre al perimetro esterno oggi ben poco è rimasto dell’originale.

La processione con la statua di Maria SS. del Soccorso si faceva in Pietraperzia l’otto di settembre.

L’altare a Lei dedicato era sovrastato da un grande quadro raffigurante la Madonna del Soccorso, (prima descritto) ed era il più sontuoso tra quelli che si trovano in chiesa.

In grande considerazione era tenuto l’altare del Santissimo Crocefisso (e tuttora non lo è da meno), la cui devozione presso il popolo Pietrino è antichissima e viene portato in processione il Venerdì Santo.

L’altare maggiore era consacrato alla Vergine del Carmelo, e questo da quando nella Chiesa, tra la fine del "600 e gli inizi del "700, prese piede la devozione a tale titolo della Vergine. Nel 1773, per concessione del padre Alberto Ercolini, procuratore generale dei carmelitani scalzi, i padri del Terz’ordine Francescano ricevettero la facoltà di distribuire le indulgenze e di benedire gli abitini.

Infatti si sa che nel 1701 Sua Santità Clemente XI concesse alla chiesa del Carmine di Pietraperzia l’altare privilegiato ”dummodo in dicta ecclesia septem missae quotidianae celebrantur” per bolla data in Roma il primo anno del suo pontificato.

La bolla inizia con le parole:”Interdum loca..”.

Nello stesso anno Papa Clemente XI ad ogni fedele che avesse visitato la chiesa del Carmine dai primi vespri (15 luglio sera) fino ai secondi vespri (16 luglio) concesse l’indulgenza plenaria “ad septennium”.

Tale dono fu motivato, nella bolla iniziante con le parole “Ad augendum fidelium religionem”, con la grande devozione mariana del popolo Pietrino.

Il 18 dicembre 1693, come riportato dal Mongitore in "Palermo Divoto di Maria", la Compagnia S. Maria degli Agonizzanti, che faceva pure capo alla chiesa della Madonna del Soccorso di Pietraperzia, fu aggregata per gli atti del notaio Stefano Sabella e Savona di Palermo, alla confratenita degli agonizzanti di Palermo.

Nel 1705 la chiesa passò al Terz’ordine di S. Francesco, per atto stipulato presso il notaio Nicoletti Domenico alle ore 14 del 2 novembre del 1705. Quest’atto oggi si trova presso l’archivio di stato di Enna

Firmatari furono i giurati, probabilmente, delle confraternite esistenti nella chiesa ed il religioso del Terz’ordine Francescano padre Tommaso Marchesotti da Palermo, che quell’anno aveva predicato con ottimi risultati la quaresima a Pietraperzia.

Parere favorevole, comunque, avevano già espresso il vescovo di Catania, monsignor Agatino Riggio, il principe di Pietraperzia ed il tribunale; inoltre c’era stato il gradimento della donazione da parte del Terzo Ordine.

Nella chiesa sono sepolte due  terziarie  francescane in odore di santità: suor   Filippa Perri morta il  18 maggio 1763  e posta in una fossa alla sinistra dell’altare di   San Silvestro Papa, e suor Caterina Blandini morta il 15 aprile del 1775.

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