Confraternita Maria SS del Soccorso Pietraperzia lu Signuri di li fasci - Venerdì Santo Sicilia

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La Processione - parte terza

 

Da via Rosolino Pilo, il corteo passando per via Umberto e via La Masa, raggiunge piazza Vittorio Emanuele, dove il fercolo assume tutta la sua maestosità.

Le fasce bianche danno la sensazione ai presenti di assistere ad un avvenimento eccezionale: la visione di una montagna alta ed innevata sulla quale è posto un Crocifisso che si muove.

Dopo la piazza Vittorio Emanuele la processione imbocca la via Di Blasi. Il fercolo del Cristo prosegue, mentre l'Addolorata e l'Urna cambiano itinerario, per giungere, al momento del giro al quadrivio della Santa Croce, alle spalle di esso.

Giunto all'incrocio tra via Della Pace e via Di Blasi, il fercolo di "lu Signuri di li fasci", compie un giro su se stesso, con una manovra millimetrica, ruotando di 180 gradi.

Nel mentre giungono i due simulacri che seguiranno nuovamente “lu Signuri di li fasci”.

Attraversato nuovamente la piazza Vittorio Emanuele, la processione prosegue per via Barone Tortorici, giungendo nella piazza antistante la chiesa Madre.

Nel piazzale antistante la chiesa Madre si effettua una secondo giro di 180 gradi per consentire alla Croce di riacquistare la posizione di partenza. Deve essere, infatti, abbassata nella retrostante piazza Carmine, nella stessa posizione che aveva al momento dell’alzata e nel punto esatto predisposto per la "calata".

Le fasce vengono allargate ed alzate e sotto di esse, per l'unica volta nel corso della processione, passano l'Urna che rientra nella chiesa del Carmine e l'Addolorata che rientra in chiesa Madre.

L'immagine della Madre che guarda in alto il Cristo in croce è veramente toccante.

Al segnale del confrate, in una sequenza rallentata, con le fasce tese nello sforzo di sostenere e di tirare per dare la giusta direzione, la Croce viene abbassata.

Quest'ultima fase provoca grande emozione nei presenti che nel silenzio assoluto, partecipano alla manovra.

Parecchie sono le mani che si protendono nell'atto di toccare il Cristo, ed appena la Croce viene deposta, grande è l'afflusso dei fedeli e dei portatori che vengono a rendere omaggio al Crocifisso che fino a qualche istante prima hanno portato sulle spalle.

Sul volto di tutti, che hanno visto la processione tante e tante volte, si continua a leggere stupore e commozione allo stesso tempo.

Al momento del passaggio della processione nelle strade, quasi sempre allo stesso orario, qualcuno degli emigrati residenti in America telefona per ascoltare il mormorio sommesso e la voce dei portatori che invocano "Pietà e Misericordia Signuri".

Il legame alla secolare tradizione rimane forte anche se lontani nello spazio e nel tempo.

La processione, caratterizzata da una forte partecipazione popolare a testimonianza della fede e della devozione del popolo Pietrino al Cristo Crocifisso, ha termine poco dopo la mezzanotte, lasciando in tutti i partecipanti una grande stanchezza, alleviata dalla consapevolezza di avere adempiuto un rito   tramandato   da  secoli, di cui tutti i Pietrini sono detentori.

Narra una delicata leggenda popolare che durante la processione siano presenti le anime dei confrati defunti.

fine processione

Si ringrazia per il sottofondo musicale il maestro Salvatore Bonaffini

Prima Parte

Seconda Parte

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